i politici di provincia e i social media, mediamente

ecco, a me fa un po’ ridere vedere il politico del mio paesello che, in occasione delle elezioni amministrative, si dota di:

– sito
mediamente carino, mediamente su wordpress, mediamente inutile

– profilo twitter
mediamente aperto 1 mese prima delle elezioni, mediamente aggiornato con l’agenda degli appuntamenti, mediamente impersonale, mediamente inutilizzato dopo qualche mese dalle elezioni

– hashtag personalizzato
mediamente ridicolo, mediamente maddechè?!?! mediamente perchè civati ci ha già sfracellato i maroni con gli hashtag

– altri social (non-facebook) a caso
no, vi prego: no

– slogan
mediamente glocal, mediamente idiotico, mediamente sconclusionato, mediamente con virgole messe lì alla cazzo (soprattutto se del pd)

tutto questo scimmiottare i “politici famosi” è davvero deprimente, soprattutto per un politico di un piccolo centro, soprattutto per uno che si vede che si sente quasi obbligato a farlo, soprattutto per uno che lo sai che non è lui che gestisce i profili (e per fortuna, visto che si dovrebbe occupare di altro), soprattutto per uno che l’hashtag non gli cambia un tubo, sopratutto per uno che sai che tornerà alla modalità “comunicazione-zero” durante il mandato e/o dopo le elezioni.

facebook, epidemie, web e parassiti

la recente vicenda della (legittima) ricerca fatta dalla Princeton University sul trend di abbandono di facebook da parte degli utenti e la (legittima e divertente) replica di FB è stata utile per confermare una delle poche certezze sui personaggi che popolano il web:

i furbetti dell’instant-post e del titolo seo-friendly

infatti, subito dopo la pubblicazione della notizia da parte dei grossi siti di news, sono comparse decine di post su blog di “esperti” (i soliti noti in italia, non c’è bisogno di fare nomi) che – pur di generare qualche visita in più –  hanno riportato la cosa con titoli sparatissimi, catastrofisti, allarmanti, senza un minimo di analisi o di valore aggiunto.

questi post hanno generato commenti, retweet,, condivisioni ecc… per una “notizia” completamente irrilevante dal punto di vista tecnico, ma rilevante per chi punta solo all’auto-promozione e a generare traffico al proprio blog/profilo social ecc…

vecchie cattive abitudini dure a morire, ma che ci possono aiutare a capire chi sono i parassiti delle news e a darci qualche idea su chi smettere di seguire su twitter, FB o via RSS e a dribblarli agilmente alla prossima occasione.

i link non sono un optional

esistono siti che pubblicano articoli dove vengono riportati url senza l’effettivo link “A HREF”

come sia possibile tutto ciò, resta un mistero, soprattutto quando i suddetti siti si occupano proprio di web, comunicazione e tecnologia.

… ma si può?

nel caso, care redazioni, qui trovate una veloce spiegazione