tumblr per le aziende ?

no

da circa 1 anno il mondo si è svegliato e si è accorto di tumblr. e in giro per il web si sente ripetere che questa piattaforma è adatta per un business/brand blog

molti consulenti ed “esperti” si sono votati alla causa, visto che rinnovare la propria proposta non fa mai male ed è molto cool parlare bene di tumblr

alcuni arrivano addirittura a sostenere che il pessimo (se non assente …) posizionamento su google sia solo una leggenda.
è vero, non è impossibile posizionarsi sulla prima (o seconda…) SERP, ma ci vuole il triplo del lavoro e dell’attenzione rispetto a wordpress o blogger

inoltre, chi vi spaccia questa piattaforma come un simil-facebook o blog è completamente fuori strada, perché la community di tumblr (poiché di community si tratta) e i suoi meccanismi vanno prima capiti e vissuti dall’interno

probabilmente anche il vostro brand/azienda ha dei contenuti e delle iniziative che possono essere adattate a questo mezzo e al suo pubblico, ma non fidatevi di chi ve lo spaccia come “paradiso inesplorato” o robe simili

tumblr richiede originalità, freschezza e agilità, non certo un approccio da blog tradizionale o da twitter

se proprio ci volete provare, vi consiglio di non valutare solo i soliti casi di successo di grossi brand, ma di cercare tumblr di realtà più piccole e/o emergenti, non necessariamente del vostro settore

auguri

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goodbye maghi del marketing e copioni

oggi mi sento coraggioso.

coraggiosissimo.

ho deciso di cancellare dal mio fido news-reader tutti i siti che:

1) pubblicano articoli con suggerimenti, top-list, dos & don’ts imperdibili, del tipo

– Top 5 [qualcosa] every marketer should [qualcosa]

– Tips for [qualcosa] a great [qualcosa]

– 5 ways companies can [qualcosa] with [social-media-a-caso]

– ecc….

2) riportano sistematicamente traduzioni di articoli originariamente postati altrove

nel peggiore dei casi, questi articoli sono anche accompagnati da gigantesche e illeggibili infografiche … comunque al 99% sono solo ripetizioni, inutilità, auto-promozione e seo da quattro soldi

è dura cancellare un feed, perché hai sempre il dubbio che ti sfuggirà un articolo illuminante, interessantissimo , utilissimo …. ma bisogna prendere coraggio e abbandonare questi furbacchioni che ti fanno solo perdere tempo, mentre sei alla ricerca di spunti veramente utili e originali.

library thing – comunicare con leggerezza

per qualche tempo ho provato ad usare library thing ma un po’ per il look-and-feel (purtroppo datato e poco attraente) e un po’ per la maggiore diffusione di altri siti ho lasciato perdere.

credo sia uno dei siti “meno” utilizzati tra quelli che propongono catalogazione e networking e, anche se la mission è diversa, parlando di meri numeri al momento dichiarano 1.737.000 membri, contro i 20 milioni di goodreads *

recentemente hanno dovuto cercare un persona che si occupasse di social media e mi ha colpito l’approccio e la comunicazione che hanno tenuto nel processo di recruiting.

ecco un lesto riepilogo:

1. pubblicano un post dove indicano le loro esigenze e il profilo della persona cercata

2. pubblicano un post di saluto e ringraziamento all’attuale “social media guy”

3. dopo la selezione pubblicano la presentazione dei due candidati scelti

4. pubblicano un post di ringraziamento a tutti quelli che hanno inviato una candidatura (700!)

il tutto rimbalzato sul profilo twitter e facebook

ad un primo impatto, verrebbe da pensare che non c’è niente di straordinario o innovativo.

e in effetti è così.

ma a pensarci bene …  io non vedo tante aziende (italiane) adottare questo approccio alla comunicazione riuscendo a mixare trasparenza, positività, serietà e professionalità, in particolare per ambiti “sensibili” come il recruiting.

peccato, perchè mi pare che questo piccolo esempio di library thing ci ricorda che tutto può essere comunicato, se con il tono giusto e avendo presente quali obiettivi si vogliono raggiungere.

Library Thing

* anobii ha 600.000 utenti (dato giugno 2012), ma considerando le ultime vicende e visto che il 57% dei visitatori proviene dall’italia (e presumibilmente anche la quota di utenti è analoga), fa un po’ storia a sé